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Informazioni UtiliGemellaggio con Allos

ALLOS

 

Cervasca – Allos –Il perché di un gemellaggio
A prima frettolosa valutazione parrebbero poche le analogie delle due comunità, la prima di 4.000 abitanti collocata geograficamente in pianura, alle spalle della quale stanno le prime propaggini delle Alpi, con vocazione industriale e marginalmente agricola; la seconda di 800 abitanti stabili che toccano punte di 18.000 nelle stagioni turistiche estive e invernali, situata ad una quota di 1500 m. s.l.m. totalmente dedita al turismo e alla cura del paesaggio in funzione degli ospiti. Alla testata di una valle splendida quella del “Verdon” famosa per le “Gorges” che la caratterizzano nella parte mediana. Elementi di similitudine vanno ricercati nella storia e nelle migrazioni prima stagionali e poi stabili, verificatesi alla fine del 1800 e all’inizio del secolo scorso, dal territorio piemontese verso le terre transalpine. Allos le cui origini vanno ascritte all’epoca celtica, è dominata dai Romani, ai quali si susseguono i Vandali, i Visigoti, i Borgognoni e i Longobardi, subiscono poi saccheggi dei Saraceni che da Frassineto dilagarono nella pianura piemontese e altresì si spinsero nelle valli interne all’Alta Provenza. Dal 1000 Allos è annesso a Barcellonette anche se questa si trova in una valle tangente al Verdon ed a questa cittadina si identifica fino ai giorni nostri come cultura, tradizioni ed economia. Molto frequentato ai giorni nostri il “Liceo Sportivo” della cittadina della Valle dell’Ubaye, che forma i futuri maestri di ski, professione molto comune tra gli abitanti di Allos.Dal 1250 al 1350 questa comunità fa parte del regno Angioino. Anche ad Allos come nelle nostre contrade è ricordata la “Regina Giovanna” figura leggendaria quasi equiparata ad una fata benigna; mentre la storiografia ufficiale di ben altro avviso, Giovanna di Angiò andò sposa a sette mariti, tutti morti di morte violenta ....La tradizione popolare ad Allos, attribuisce alla regina Giovanna la costruzione dello splendido santuario di “Notre dame de Valvert” in puro stile romanico; essendo essa caduta da cavallo proprio in quel luogo e non avendone riportato danni. La storia invece parrebbe farlo risalire a Carlo Magno il quale fu artefice nella costruzione di alcune chiese nella regione. Monumento splendido, e conservato magnificamente con un portale simile ad alcune chiese della nostra regione – Elva – Sampeyre – Chianale con sculture di teste umane che ornano i capitelli che sorreggono l’arco sovrastante la porta. La visita a questo monumento straordinario, giustificherebbe una visita ad Allos.
Nel 1388 con Barcellonette, in conseguenza del trattato di Utrech, viene annessa al ducato di Savoia. Cuneo e le sue terre di cui Cervasca faceva parte, furono annesse al ducato savoiardo nel 1382, sei anni prima di Allos, il quale seguì le sorti del ducato fino al 1713 diventando terra di confine.


Il paese venne a trovarsi, come dicono i transalpini in “un cul de sac” indicando la sua posizione particolare. Trovandosi alla testata di una valle (quella del Verdon) con alle spalle un valico a 2250 metri, unico collegamento con il paese amico di Barcellonette e con il ducato di Savoia; durante la stagione invernale il paese rimaneva totalmente isolato e alla mercede di eserciti francesi che in parecchie riprese saccheggiarono il villaggio. Anche Allos nel 1630 fù spopolato dalla peste di manzoniana memoria, che tanti lutti arrecò altresì alla nostra terra.

Altri eventi luttuosi funestarono il paese, incendi , piene del Verdon, valanghe.

 

Nel 1713 con il 2° trattato di Utrech avvenne “le rattachement” alla Francia che diede in cambio ai Savoia la “castellata”, comprendente la testata della Valle Varaita con Casteldelfino-Bellino e Chianale.
Anche il turbine nella rivoluzione francese investì il villaggio montano con sconvolgimenti civili e religiosi, facendolo teatro delle operazioni dell’esercito francese che si apprestava ad invadere il Piemonte.
Anche Allos diede il suo contributo di sangue durante i due conflitti mondiali; lo attestano le lapidi di caduti lunghe, troppo lunghe anche per una comunità che all’inizio del 1900 contava più di mille abitanti. Il paese si è retto su di una economia prettamente agricolo-pastorale sino la secondo conflitto mondiale. Le estese praterie con il loro ottimo foraggio permettevano l’allevamento di innumerevoli capi di bestiame – ovini, caprini e specialmente bovini -. Le foreste di larici “le mélèzes” fornivano legname da costruzione che veniva esportato in tutta la Francia e anche nel nostro paese. Queste due attività fecero si che numerose famiglie italiane vennero a stabilirsi ad Allos, di conseguenza lavoratori stagionali delle nostre contrade si accasarono in quel paese.
L’attività stagionale che comportava afflusso di manodopera era la fienagione, dove venivano impiegati per quasi due mesi centinaia di falciatori, molti dei quali provenienti dalla Valle Stura, Gesso e anche Grana; i quali manualmente provvedevano al taglio, al trasporto del foraggio e alla sistemazione a quota alta in appositi mucchi circolari i quali con slitte nella stagione invernale venivano trasportati a valle. Altra attività che richiedeva manodopera stagionale era la “coltivazione del bosco”. Taglialegna esperti venivano assoldati dalla terra italiana. Il turismo estivo ed invernale è ora la vera ricchezza di Allos il quale si è trasformato radicalmente dal 1950 ai nostri giorni.
La vocazione turistica ha fatto si che attualmente dispone di circa 18.000 posti letto nei numerosissimi alberghi, pensioni e case in locazione. Dispone di due stazioni sciistiche che ne fanno una delle località più famose della Francia.

 

Altra similitudine curiosa e singolare è lo stemma comunale; per entrambi e di pura allegoria e non rappresenta minimamente il toponimo da cui derivano i due nomi: Allos e Cervasca. Di origine celtica quello cervaschese, invece Allos trae origine all’epoca del feudalesimo che mutò quello di “Gallitoe” villaggio dei galli (intesi come abitanti della Gallia) con Allos che sta a significare “terra non infeudata, di conseguenza terra libera governata dai suoi abitanti”. Il suo blasone traduce in maniera visiva il suo nome: lo scudo araldico è diviso in due, nella parte superiore sono effigiate due ali, in quella sottostante un osso (quello di pluto di Disneyana memoria) – All – os -.

Mentre il blasone cervaschese del cervo che si abbevera alla vasca – cer­vasca, ben si colloga al senso letterale della parola. Si sa che il significato vero è terra che si trova nel bosco dove scorre dell’acqua.
Elemento fondamentale del gemellaggio è rappresentato “dal pensare insieme” che le nuove generazioni delle due realtà possono attuare attraverso la scuola; i proficui incontri sono iniziati tra la scuola elementare di S.Croce con la simile di Allos.

Altro fattore interessante consiste nel gemellaggio già sancito tra Rittana, comune all’inizio della Valle Stura, quasi nostro confinante e Villar Colmar comune che si trova scendendo il corso del Verdon appena dopo Colmar (vecchio confine Piemonte-Francia). Questa vicinanza di entrambi i comuni potrebbe dare adito ad iniziative da svolgere assieme di carattere culturale, turistico e perché no di “festa assieme”.

www.mairie-allos.fr